un laboratorio: feste e folklore

 

Non è la prima volta che ci ritroviamo, alunni e insegnanti, a scambiarci auguri e "squisitezze" in occasione delle feste che ciascuno do noi vive durante l’anno.

L’idea di "far festa" insieme a scuola ci è piaciuta molto, ma considerando le ricorrenze religiose, i matrimoni, i compleanni, le visite previste e impreviste, avremmo finito per fare baldoria quasi ogni giorno, e ci è sembrato (purtroppo) impossibile.

Abbiamo fatto una scelta fra le nostre feste più care, poi lo scarso tempo a disposizione (un’ora alla settimana) ci ha fatto semplificare ancora il nostro percorso: dallo schema che segue potete vedere quali erano i nostri progetti. Abbiamo realizzato quasi tutto, lavorando con le mani e con la testa, finendo qualche volta oltre il "tempo massimo".

festa

data/periodo

luogo/cultura

canti

oggetti

cibi

Santa Lucia V

 

notte del 13 dicembre

Svezia /Sicilia

'Aid al-Fitr Z

(festa della rottura del digiuno)

 

17/18 gennaio

islamica

no

no

Deng Jié [

(Festa delle Lanterne)

 

inizio di marzo

cinese

Purim Y

(carnevale ebraico)

 

1 marzo

ebraica

Awwal Muharram Z

(capodanno islamico)

 

27 aprile

islamica

no

Shavuot Y

(festa del raccolto)

 

31 maggio

ebraica

 

Il risultato visibile del nostro lavoro è fatto di oggetti che ci sono sembrati belli, oltre che divertenti da costruire.

Dentro di noi, speriamo, c’è il piacere di avere conosciuto qualcosa di più degli "altri"

Il gruppo dei festaioli

La festa delle lanterne

 

Il calendario cinese è diverso da quello che conosciamo noi, che, sappiamo, è detto "gregoriano". Il calendario cinese si basa sulle fasi della luna. Questo vuoi dire che gli antichi (già nel M secolo a.C.) dividevano il corso del tempo a seconda delle variazioni che notavano nella luna. Questo era molto importante, perché le fasi della luna regolavano anche le attività agricole. Il tempo era diviso in 12 cieli annuali, e ogni anno aveva un nome corrispondente ad un animale "topo, bufalo, tigre, lepre, drago, serpente, cavallo, capra, scimmia, gallo, cane, cinghiale). Ogni anno era diviso in 24 periodi di 15 giorni, e ognuno di questi periodi aveva un nome che corrisponde ad un evento naturale (come "risveglio delle cicale" ecc.

In realtà, già dal XI secolo, venne adottato un calendario solare con 12 mesi, e i due venivano utilizzati contemporaneamente. Anche oggi si utilizzano sia il calendario lunare, che quello gregoriano. Ma è il calendario lunare che regola i momenti importanti della vita collettiva (le feste, i raccolti, le semine), e privata (i matrimoni, le partenze, i funerali).

Le feste, dunque, seguono la luna, e vengono vissute, sia sul piano privato, sia sul piano collettivo, come momenti molto importanti della vita di ognuno.

Molti sono i momenti dì festa, ma oggi, quella che più di ogni altra è vissuta dai cinesi in Cina e all'estero, è la Festa di Primavera, l'inizio dei nuovo anno, quello che per noi è il Capodanno. Rispetto al calendario solare il Capodanno cinese ogni anno cambia data. Quest'anno è il 15 febbraio, introduce l'anno della lepre, e si lascia alle spalle l'anno della tigre, il re della foresta. I cinesi festeggiano questa ricorrenza un po' come noi festeggiamo il capodanno, con lauti pranzi in famiglia, e poi feste all'aperto, o in luoghi pubblici. Ma ciò che noi in Italia non facciamo è la spettacolare danza del drago, animato da 10-20-30 persone, e la danza dei leoni, che ballano a suon di tamburi con un uomo che regge una palla con la quale li fa danzare. Entrambe queste danze hanno un valore propiziatorio, si crede che abbiano il potere di scacciare gli spiriti maligni e di evocare gli spiriti protettori del mondo degli umani, per assìcurare buoni raccolti e felicità in famiglia.

La Festa delle Lanterne (dengjie) è la prima festa dopo il Capodanno cinese. Si chiama anche yiìaìixiaojie, Festa della sera.

In questa giornata la città si riempie di lanterne di ogni forma e dimensione; di sera la gente va per le strade ad ammirare le mille luci colorate che illuminano ogni angolo, e tradizionalmente delle piccole lanterne fatte in casa vengono fatte galleggiare sulle acque del fiume. Lo spettacolo è assicurato!

Il dolce tipico della festa delle lanterne si chiama yuanxiao, come la festa stessa, e consiste in piccole palline di farina di riso ripiene di zucchero e pasta di sesamo, oppure dì carne, se le si

preferiscono salate; dopo essere state impastate, esse vengono bollite.

 

La leggenda

Una delle leggende legate a questa festa narra che un tempo l'imperatore di Giada e signore del Cielo era venuto a sapere che sulla terra vivevano delle creature felici. Invidioso, mandò a chiamare l'Oca magica, che aveva il potere di incendiare città intere, e le ordinò di andare sulla terra per incendiare le case e uccidere tutti gli abitanti. Ma una Dama dei Palazzo Imperiale, presa a compassione, volò sulla terra ad avvisare gli uomini dei pericolo, e disse loro che se messa in gabbia l'Oca perdeva i suoi poteri. Così gli uomini catturarono e legarono l'oca, accesero tante lanterne e fecero scoppiare innumerevoli petardi e fuochi d'artificio, cosicché l'Imperatore di Giada vedendo tante piccole luci e sentendo il rumore dei petardi, credette che le case stessero bruciando, e non disturbò più gli abitanti della terra.

 

Per celebrare la vittoria contro il malvagio imperatore e per assicurarsi di tenere lontane la sua

invidia i cinesi, ovunque si trovino, accendono mille lanterne, e fanno scoppiare fuochi d'artificio.

testo gentilmente concesso dalla dott.ssa Sabrina Ardizzoni (I.S.I.)

 

 

La festa delle Lanterne nel Laboratorio

Per costruire le nostre lanterne abbiamo usato diversi materiali:

 

Qui a destra vedete uno dei decori a "ritaglio" che abbiamo utilizzato, in bianco o colorandolo a piacere coi pennarelli.

In basso vedete un secondo modello che ci è piaciuto molto; quest’ultimo è forse un po’ più facile del precedente: è vero che il foglio in questo caso deve essere piegato quattro volte, ma ogni "volta" si piega semplicemente a metà la figura che si ha in mano, facendo sovrapporre i bordi. Nel primo caso bisognava stare attenti a sovrapporre non i bordi di carta, ma i profili scuri dell’immagine da ritagliare.

Una volta ottenuto il pacchetto di parti ripiegate, il segreto stava nel tagliare via tutte le parti bianche: una volta dispiegato quanto restava, appariva una specie di merletto di carta.